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Cloud Monitoring: cos’è e i 5 requisiti della soluzione giusta

In quanto infrastruttura che alimenta le applicazioni, i processi mission-critical e che ospita i dati su cui l’azienda basa la propria competitività, il cloud è diventato il cuore dell’IT aziendale. Per trarne il massimo valore, le aziende devono assicurarsi prestazioni ottimali, operazioni fluide, rapidità, sicurezza e resilienza. Ed è qui che entra in gioco il cloud monitoring, uno strumento essenziale per ottenere il massimo dagli investimenti nel cloud.

Cloud monitoring: cos’è e perché non se ne può fare a meno

Di cloud monitoring esistono diverse definizioni, perché questa espressione (come si vedrà meglio successivamente) è molto ampia e racchiude molteplici attività diverse. Volendo generalizzare, potremmo definire il cloud monitoring come il processo che comprende il monitoraggio, l’analisi e la gestione di sistemi, applicazioni e infrastrutture cloud-based. 

La funzione primaria del cloud monitoring è assicurare che queste risorse (principalmente, infrastrutture e applicazioni) operino al massimo delle loro capacità e in sicurezza, supportando le richieste sempre più sfidanti da parte del business. Un’attività di monitoring ben progettata e gestita è in grado di rilevare colli di bottiglia, potenziali vulnerabilità e prestazioni non ottimali, permettendo all’IT di migliorare l’esperienza utente e tutti i parametri di performance. 

Così come esiste un legame tra cloud monitoring, resilienza e sicurezza, il monitoraggio può estendersi anche alla gestione e all’ottimizzazione dei costi. Questo è particolarmente rilevante nell’era del cloud ibrido, dove i servizi cloud pubblici basati su un modello as-a-service richiedono un controllo continuo per evitare spese impreviste.

I principali tipi di cloud monitoring

Come detto, cloud monitoring è un concetto molto ampio, che racchiude tipologie di monitoraggio e analisi diverse, ognuna focalizzata su un aspetto specifico delle IT operations. Tra queste:  

Application Performance Monitoring (APM) 

APM si concentra sul monitoraggio delle prestazioni delle applicazioni cloud, rilevando in tempo reale criticità come latenze elevate, errori o colli di bottiglia. È essenziale per garantire una user experience di qualità.  

Virtual Infrastructure Monitoring

Si tratta di un monitoraggio rivolto specificamente alle risorse infrastrutturali (virtuali), come VM, container, reti virtuali e tanti altri building block del mondo cloud. 

Real User Monitoring (RUM)

Raccoglie dati sull’esperienza degli utenti reali durante l’interazione con le applicazioni, permettendo di identificare e risolvere problemi dal punto di vista dell’utente finale.

Database Monitoring

Monitora metriche come query, utilizzo delle risorse e tempi di risposta dei database, un’attività essenziale per garantire la disponibilità continua e tempestiva delle informazioni.

Queste tipologie di cloud monitoring, e altre non citate, convergono poi verso il concetto di observability, che rappresenta un passo avanti rispetto al monitoraggio tradizionale. L’observability offre una visione completa e approfondita dei sistemi, correlando metriche, log e tracce per individuare rapidamente le cause di eventuali anomalie e accelerare la risoluzione dei problemi. 

Soluzioni di cloud monitoring: i 5 requisiti chiave

La scelta della soluzione di cloud monitoring è strategica per le aziende, e non è un caso che i vendor offrano piattaforme sempre più evolute e complete. Inoltre, le aziende possono scegliere tra implementazioni in-house (per le quali hanno bisogno di competenze dedicate) o optare per servizi gestiti, delegando il monitoraggio a provider specializzati.

Abbiamo quindi identificato i cinque principali requisiti di una soluzione ottimale:

Automazione

Le piattaforme moderne devono ridurre il carico di lavoro dell’IT. Funzionalità come la configurazione di alert intelligenti, la creazione automatica di regole e di report garantiscono un livello ottimale di efficienza. 

Personalizzazione

Qualsiasi soluzione di cloud monitoring deve essere altamente personalizzabile. Ciò include la possibilità di configurare dashboard su misura, definire soglie di alerting personalizzate e creare report mirati per diversi stakeholder aziendali.

Semplicità d’uso

Nonostante la complessità della tecnologia sottostante, una soluzione di monitoraggio deve essere intuitiva (per personale con competenze dedicate) e semplice da configurare e usare. Interfacce user-friendly, processi guidati e una curva di apprendimento ridotta sono fattori decisivi.

Estensione funzionale

Le migliori soluzioni di monitoring offrono funzionalità modulari che coprono un’ampia gamma di esigenze, dall’APM al monitoring delle risorse fisiche e virtuali, fino al controllo dei costi e alla sicurezza. Questa estensione funzionale garantisce che la piattaforma possa evolversi con l’azienda, integrando nuovi strumenti e adattandosi a scenari IT sempre più complessi.

Scalabilità e sicurezza

Una soluzione di cloud monitoring deve essere in grado di crescere insieme all’infrastruttura aziendale, supportando un numero importante di risorse e applicazioni senza compromettere le prestazioni. Inoltre, la sicurezza è fondamentale: la piattaforma deve includere funzionalità integrate per proteggere i dati, i sistemi e le informazioni monitorate.

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